Aurora Boreale – ©Edoardo Miola –  Post aggiornato 19/11/2019

Ho scritto questo articolo prima di andare in Lapponia Svedese: dopo una serie di viaggi polari – dall’Antartide alla Groenlandia – vi confermo che sia io che la mia attrezzatura siamo stati serenamente a -25°, nonostante io abbia la circolazione periferica di un cadavere.

INDICE

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Abbigliamento artico per Lapponia/Groenlandia/Islanda

Attrezzatura fotografica per l’aurora boreale


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A caccia dell'aurora boreale: abbigliamento tecnico e attrezzatura fotografica

©Edoardo Miola, il fotografo Nikon che ci ha guidati in Lapponia Svedese

Sono anni che raccolgo informazioni e attrezzatura per un viaggio invernale nei pressi del Circolo Polare Artico, ed ora quel momento è finalmente arrivato: a febbraio si va in Lapponia Svedese!
Non tutte le zone presentano le stesse caratteristiche, (in Islanda ad esempio gli inverni difficilmente scendono sotto i -10°), ma l’attrezzatura essenziale rimane la stessa: chi volesse prepararsi per lo stesso tipo di esperienza qui trova tutto ciò che serve, dai vestiti adatti, all’attrezzatura fotografica.

A caccia dell'aurora boreale: abbigliamento tecnico e attrezzatura fotografica

Lapponia svedese – ©Edoardo Miola

Finora ho testato l’abbigliamento sciando a temperature estreme (e vivendo in Germania d’inverno), ma questa volta bisogna esser pronti a sopportare il freddo anche stando immobili, e a immortalare l’aurora boreale di notte.
Mi sono quindi attrezzata per un clima artico, seguendo questa logica:

“Spendere di più per spendere meno”

Mi è già capitato di buttare guanti da neve da 15€: finchè la temperatura era di poco sotto lo zero, credevo di aver fatto un affare; raggiunti i -10° stavo letteralmente perdendo le mani. Da lì ho deciso di comprare solo attrezzatura tecnica di qualità.

Nelle notti buie si aspetta l'aurora boreale, di giorno ci si lascia trainare dagli husky: non si può rinunciare ad esperienze del genere perchè "fa freddo"! - ©Arctic Melody

Nelle notti buie si aspetta l’aurora boreale, di giorno ci si lascia trainare dagli husky: non si può rinunciare ad esperienze del genere perchè “fa freddo”! – ©Arctic Melody

“Non esistono climi freddi, ma solo vestiti inadeguati!”

Il concetto principale è quello “della nonna”: vestirsi a strati, con particolare cura per il primo e l’ultimo. Il layer a contatto con la pelle dovrebbe essere preferibilmente di lana merino (le fibre sintetiche sono meno calde, ma più adatte per chi fa sport); mentre l’ultimo di un tessuto impermeabile e anti-vento, e con la giusta imbottitura.
Altro aspetto importante, è quello di tenere le estremità al caldo: piedi, mani e testa. 


Il mio abbigliamento per l’aurora boreale in inverno

Aurora che danza sopra il cielo di Reykjavik - foto di Giulia Cimarosti, travelreportage.com

Aurora che danza sopra il cielo di Reykjavík – ©Giulia Cimarosti, travelreportage.com

 Scarponi Chilkat III della North Face. Questi scarponi a prova di Artico sono imbottiti, completamente impermeabili e con suola rialzata. Li ho presi di una mezza taglia in più: non tanto per riempirli di calzini, quanto per la circolazione e per avere uno strato d’aria come isolante. Inoltre hanno un ottimo rapporto qualità-prezzo e sono disponibili anche da uomo (testati dal mio ragazzo da mio marito); in questo caso il modello si chiama Chilkat II invece che Chilkat III. 

A caccia dell'aurora boreale: abbigliamento tecnico - scarponi North Face Chilkat III

North Face Chilkat III – scarponi per andare a caccia dell’aurora boreale d’inverno

Una marca di scarponi per i freddolosi cronici, è la finlandese Kamik, in lista tra i miei prossimi acquisti.
 Più strati di calzini del materiale giusto. Calzini di seta, con sopra calzini in lana merino Danish Endurance. O anche lana merino come primo strato e calzini da sci sopra!

Scaldini. Li vendono come Hand Warmer, ma io personalmente li ho messi anche nei calzini! Sono stati i miei migliori amici sia in Lapponia che in Antartide. Su Amazon costano nettamente meno: li potete acquistare qui.

Scaldamani (ma anche piedi) - acquisto perfetto per un viaggio verso il Circolo Polare Artico (o Antartico)

Scaldamani, ma anche piedi! Acquisto perfetto per un viaggio verso il Circolo Polare Artico (o Antartico)


Intimo termico in lana merinoLa Mountain Warehouse
ela Smartwool producono dei fantastici base layer, da prendere rigorosamente attillati per riscaldarsi come si deve. Un’alternativa di pari livello è la Odlo, un’ottima marca norvegese: qui trovate magliette e pantaloni.

Intimo termico - calze in lana merino della Mountain Warehouse: pantaloni da donna a sin, da uomo a dx - abbigliamento per andare a caccia dell'aurora boreale

Intimo termico – calze in lana merino della Mountain Warehouse: pantaloni da donna a sin, da uomo a dx

Due paia di guanti. Il primo strato ideale è lana merino: un’ottima opzione sono i guanti della Smartwool, che hanno anche le dita touch.
Come ultimo strato la soluzione più calda sono le muffole: il modello North Face Nuptse in piuma d’oca con fodera FlashdDry è a prova di Artico.
Non hanno molta presa, ma in ogni caso i guanti da sci vanno tolti per scattare foto. Per chi ha una circolazione periferica terribile come la mia, non rimane che toglierli e metterli di continuo, ed usare degli scaldamani usa e getta nei giorni più freddi, che forniscono calore fino ad 8 ore.

Guanti in lana merino della Smartwool da mettere sotto alle muffole North Face Nuptse, ideali per andare a caccia dell’aurora boreale d’inverno

 Cappello e cappuccio. Uso il mio fedelissimo cappello in lana islandese ed il cappuccio impermeabile ed anti-vento della tuta da sci.
Strato intermedio. Questo è lo strato che conta meno: una soluzione economica è questopile pesante della Ultrasport, ma occupa molto spazio e non traspira. Una soluzione migliore, che ho testato in Antartide, è questo pile altrettanto pesante, ma molto più sottile della Patagonia: come marca, qualità e design è una garanzia, ma costa anche di più.

Patagonia_abbigliamento artico_aurora boreale

Pile della Patagonia – abbigliamento tecnico per Artide e Antartide

Servono giacche polari e pantaloni pesanti, waterproof e windproof. Ancora una volta il marchio sostenibile in cima alla lista per me è Patagonia, sperimentato nel continente più ventoso al mondo: l’Antartide!

Antartide_Patagonia_abbigliamento tecnico_giacca polare

Questa giacca della Patagonia è divisa in due strati: quello interno in piuma d’oca – removibile – e quello esterno waterproof adatto anche a delle piogge primaverili

Di seguito il modello specifico:

Patagonia_abbigliamento artico e antartico_giacca polare

La mia giacca polare: è sia da spedizione che da città! – Patagonia Women’s tres 3-in-1 parka 28408 SMDB

Ai tempi della Lapponia ho usato la mia tuta da sci della Colmar e me la sono cavata, ma chiaramente meglio avere una tuta divisa in più pezzi, e qualcosa che tenga caldo anche stando fermi: i prodotti da sci sono brevettati per chi fa sport, non per chi deve stare fermo ad ammirare l’aurora boreale o per chi vuole semplicemente passeggiare al gelo.

A caccia dell'aurora boreale: abbigliamento tecnico

Al calduccio nella mia tuta Colmar – Ciaspolata tra le foreste della Lapponia

Scaldacollo in lana merino della Smartwool.
Vi lascio il link dello stesso modello in nero.

Scaldacollo in lana merino della Smartwool - unisex - abbigliamento per la Lapponia

Scaldacollo in lana merino della Smartwool – unisex

E se volessi pattinare su un lago (o mare) ghiacciato a temperature estreme?

I miei pattini Rf3 sono gli stessi per tutto l’anno, quindi nè sono particolarmente caldi, nè c’è abbastanza spazio dentro per inserire due strati di calzini.

Io che pattino sul Mar Baltico ghiacciato –  ©Edoardo Miola

Per mantenere i piedi al caldo, l’accessorio chiave sono i copripattini, acquistabili nei negozi dedicati al pattinaggio:
 Copripattino in pile come primo strato

Copripattino termoisolante - attrezzatura per pattinare su un lago ghiacciato

Copripattino termico – attrezzatura per pattinare su un lago ghiacciato

 Copripattino termico in neoprene come strato esterno

Copripattino in neoprene dell'EDEA - attrezzatura per pattinare su un lago ghiacciato - Lapponia Svedese

Copripattino in neoprene dell’EDEA – attrezzatura per pattinare su un lago ghiacciato

In un negozio di sport in Lapponia, ho inoltre comprato dei punteruoli con fischietto appeso per essere attrezzata in caso di rottura del ghiaccio. L’idea mi ha messo un po’ d’ansia, ma l’acquisto mi è stato caldamente consigliato dalla gente del posto.
Se volete saperne di più su quest’esperienza unica:


La mia attrezzatura fotografica per l’aurora boreale

Aurora Boreale ad Österjörn, Lapponia Svedese – © Giulia Cimarosti, travelreportage.com – Nikon D7000

Nikon D7000: la mia reflex tropicalizzata, adatta a condizioni climatiche estreme.  Potendo un fare un salto di livello, vi consiglio una Full Frame come la Nikon D750: mai acquisto fu più azzeccato!
Nikon D7000, reflex tropicalizzata ottima per fotografare l'aurora boreale
Per APS-C: grandangolo Tokina 11-16 mm f.2.8  – Obiettivo perfetto per fotografare i paesaggi anche in condizioni di scarsa luminosità.

Tokina 11-16 f 2.8 - Grandangolo luminoso perfetto per fotografare l'aurora boreale

Tokina 11-16 f 2.8 – Grandangolo luminoso perfetto per fotografare l’aurora boreale

 

Per Full Frame: grandangolo Nikon 14-24mm f.2.8 La qualità si paga, e ripaga!

Grandangolo Nikon per fotografare l'Aurora Boreale 14-24mm 2,8

Grandangolo Nikon per fotografare l’Aurora Boreale 14-24mm 2,8

Aurora Boreale in Groenlandia_Nuuk

Aurora Boreale in Groenlandia – Nikon D750 + Nikkor 14-24mm 2,8

Manfrotto Be Free in carbonio. Un cavalletto con testa a sfera molto performante che pesa circa 1kg. In caso di venti molto forti, si può pensare di appenderci lo zaino come contrappeso.
Prima di questo avevo un cavalletto più pesante, ma di ottima fattura: Manfrotto 290 xtra, 3 sezioni in alluminio con testa a 3 movimenti. Con me ha affrontato la Lapponia, la Patagonia, i venti islandesi ed i venti antartici: l’ho venduto solo perchè la mia intera attrezzatura fotografica stava iniziando a gravare troppo sulla mia schiena.

Cavalletto per fotografare l'Aurora Boreale - Manfrotto Be Free in carbonio

Cavalletto per fotografare l’Aurora Boreale – Manfrotto Be Free in carbonio

Batterie di scorta. Con il freddo le batterie si scaricano davvero in fretta, e sarebbe un peccato non poter scattare foto di paesaggi degni di National Geographic. È bene procurarsene una di scorta, da tenere in tasca al calduccio.

Batteria Nikon D7000: è sempre bene averne almeno una di scorta quando d'inverno si sta al freddo a fotografare l'aurora!

Batteria Nikon: è sempre bene averne almeno una di scorta quando si sta al freddo a fotografare l’aurora boreale!

 Custodia anti-pioggia e anti-umidità. Ciò non toglie che bisogna evitare sbalzi repentini di temperatura e stare attenti all’acqua, ma avere una custodia protettiva, è già un buon inizio. Con la condensa non si scherza: in Slovenia non ho potuto scattare foto per giorni! Nei prossimi viaggi con forte escursione termica, metterò una bustina di gel di silica in questo sacchetto, lasciando la fotocamera nello zaino e in un ambiente filtro, come ad esempio un ingresso non riscaldato.

Custodia waterproof per fotocamera

Custodia waterproof per fotocamera

Cavo di scatto remoto. Riduce i rischi di mosso e dispone di pulsante di blocco dello scatto per lunghe esposizioni.

Cavo di scatto remoto Nikon MC-DC2

Torcia elettrica, con luce rossa per evitare l’accecamento.

Torcia elettrica con luce rossa, utile nelle notti buie a caccia dell’aurora boreale

Altre cose utili per un viaggio artico

Thermos e snack
Burro di cacao e creme
…molta fortuna!

Have an ICE day!


Valeria