Quartiere Coppedè a Roma – Ultimo aggiornamento: 20/12/2018


La prima volta che vidi il maestoso accesso al Quartiere ero molto piccola, e ricordo che ne rimasi stregata, non tanto per la sua imponenza, quanto per la sua aura di magia e mistero, leggibile anche da un bambino.
Quartiere Coppedè

Benvenuti nel Quartiere Coppedè! – Questo è l’inconfondibile arco d’ingresso con il suo lampadario in ferro battuto.

Quartiere Coppedè a Roma. Di che si tratta?

“Una quarantina di edifici, poche strade, un’unica piazza, una sola fontana: un po’ piccolo per essere chiamato quartiere, ma enorme nel suo potenziale fantastico, pulsante di infiniti e suggestivi dettagli.”

Non è un quartiere nel senso amministrativo del termine, bensì un silenzioso complesso di edifici -17 villini e 26 palazzi- progettato dall’architetto, scultore e decoratore Gino Coppedè.
Si tratta di eclettiche architetture liberty, (stile decorativo-floreale di inizio ‘900), ricche di elementi apotropaici (leggi: che allontanano, spaventano), sulla falsariga delle statue dei gargoyles di Notre Dame de Paris. Da maschere e leoni urlanti, fino al ragno raffigurato sull’omonimo palazzo.  Il Quartiere riprende inoltre la tradizione architettonica romana, che emerge sia nella struttura ad arco all’ingresso, che nell’uso di materiali come tufo e travertino.

Quartiere Coppedè

Quartiere Coppedè, dettagli: travertino annerito dallo Smog.


Coppedè, in piena fase liberty, riesce a far convivere diversi stili architettonici in maniera armoniosa: dai tetri elementi neogotici sopra descritti, allo stile medioevale delle torrette, delle bifore e trifore; dalle pitture in facciata tipiche del barocco, a colonne ed elementi scultorei tipici dello stile classico. Attinge perfino dalla tradizione Babilonese, in particolare sulla facciata del Palazzo del Ragno, su cui compare un mascherone ispirato a quel mondo figurativo.
La cura dei dettagli è incredibile, e nulla è lì per caso: la simbologia degli elementi, quando non è legata alla storia della sua Firenze o alla mitologia classica, ha un significato esoterico-massonico.
Quartiere Coppedè

Quartiere Coppedè, mascherone classico

A chi era destinato, e chi lo occupa ora?

Questa zona nasce per la media-borghesia, e per ospitare delle ambasciate (Marocco, Bolivia, Sudafrica, Russia, Nuova Zelanda, etc.), e tuttora accoglie sia le delegazioni di questi paesi, sia dei fortunati inquilini, che però devono fare i conti con gli sguardi indiscreti dei visitatori che vogliono scoprire cosa c’è oltre il cancello. Un posto meraviglioso in cui vivere, ma parliamo di case da circa 20 mila euro al mq.

Dove si trova il Quartiere Coppedè, e quali sono i limiti dell’area?

Il “Quartiere” o meglio, l’area Coppedè, è praticamente inglobata nel quartiere Trieste di Roma; l’ingresso è l’inconfondibile arco su via Tagliamento ad altezza via Clitunno, che conduce direttamente al cuore dell’area: Piazza Mincio. Si sarebbe dovuto estendere fino all’incrocio tra Corso Trieste e Via Clitunno, ma, data la morte del progettista nel 1927, solo alcuni edifici portano la sua firma. I restanti sono stati realizzati dal genero Paolo Emilio Andrè, e si riconoscono in quanto sono molto sobri e -nonostante siano costruzioni di qualità- non posso aspirare ad essere opere immortali come quelli del geniale Coppedè. Le opere dell’artista, sono per la maggior parte collocate all’ingresso, seguite dal villino del Liceo Avogadro su via Brenta, per poi finire con le delegazioni di Russia e Nuova Zelanda, che delimitano la fine dell’area.

“Se non sbaglio l’ho già visto in qualche film…”: ecco qualche curiosità in merito

In questo quartiere sono stati girati numerosi film, principalmente a tema horror/noir, tra i quali i più famosi sono “Inferno” e “L’uccello dalle piume di cristallo” di Dario Argento.
Ma prima ancora di essere un set cinematografico, è stato a sua volta ispirato dalla scenografia di un film: l’accesso del cosiddetto “Villino Cabiria” si rifa infatti all’omonimo film muto del 1914, la cui sceneggiatura è stata scritta da D’Annunzio.
Il Quartiere è stato immortalato anche da film di tutt’altro genere, come “Il cielo in una stanza” di Carlo Vanzina, e “I soliti ignoti” con Vittorio Gassman.
Un’altra curiosità legata al mondo dello spettacolo, è quella sulla Fontana delle Rane di Piazza Mincio: nel 1965 i Beatles ci fecero il bagno dopo un loro concerto al Piper, un famoso locale romano che si trova proprio da queste parti. Oggi per fortuna chi tenta di emulare un gesto simile viene multato, ma è bello ricordare che anche i mitici Beatles sono passati di qui!

Piazza Mincio, Quartiere Coppedè: l'ingresso visionario del Villino Cabiria, e La Fontana delle Rane in primo piano.

Piazza Mincio, Quartiere Coppedè: l’ingresso visionario del Villino Cabiria, e La Fontana delle Rane in primo piano.

Come arrivare al Quartiere Coppedè

  • La fermata dell’autobus più vicina è quella del 63-83-92 a via Tagliamento altezza via Clitunno
  • Potete prendere i tram 2-3-19 scendendo all’altezza di Piazza Buenos Aires.
  • La metro più vicina è Policlinico (15 minuti a piedi)
  • Il parcheggio è un terno al lotto.

Il quartiere è aperto a tutti, ma l’interno degli edifici non è visitabile, a meno che non vogliate chiedere un visto all’ambasciata della Nuova Zelanda o visitare un appartamento con sopra la scritta “Affittasi”!


Ci tornerò per un’uscita fotografica notturna: il lato spettrale di questo capolavoro credo emerga soprattutto al calar del sole.
Valeria


La prima stesura di questo post risale a prima che diventassi guida turistica: non vedo l’ora di ristudiarlo e di includerlo nei miei percorsi!


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