Guida al Giardino dei Tarocchi (Capalbio)
INDICE

Weekend a Capalbio, il mio regalo di compleanno

Guida al Giardino dei Tarocchi

Guida al Giardino dei Tarocchi

In un’ora e mezza, meno di quanto ci metta a raggiungere Roma centro da Roma Nord, ci ritroviamo immersi nella natura nel silenzio più assoluto. I gestori del nostro agriturismo ci sanno fare e ci preparano un’accoglienza fantastica: cantucci e vin santo davanti alla campagna toscana. Lo stress da caos romano mi passa in un secondo.

Agriturismo Colleverde a Capalbio

Agriturismo Colleverde a Capalbio, provincia di Grosseto

Dall’agriturismo Colleverde, in dieci minuti ci ritroviamo al Giardino dei Tarocchi: un parco meraviglia realizzato in circa vent’anni dall’eclettica Niki de Saint Phalle; l’autrice ha finanziato interamente la sua stessa opera con dieci miliardi delle vecchie lire, concludendola poco prima della sua scomparsa, avvenuta nel 2002.

Guida al Giardino dei Tarocchi di Capalbio: architettura e storia

Il Giardino dei Tarocchi ed il suo gioco di specchi

Il Giardino dei Tarocchi ed il suo gioco di specchi

In questo parco sono rappresentati i ventidue arcani dei tarocchi in un perfetto connubio tra scultura e architettura, utilizzando ceramica, cemento e acciaio, in un gioco perfetto di specchi, cromatismi e zampilli d’acqua. Già da lontano si vedono alcune delle sculture dell’artista Niki de Saint Phalle sbucare dal verde: un impatto onirico.

L’imperatrice che si staglia sulla Maremma – Guida al Giardino dei Tarocchi

L’esperienza vera e propria inizia dal portale di Mario Botta, un architetto che non lascia nulla al caso: la sua opera semplice e rigorosa si contrappone volutamente alla creatività e al cromatismo sfrenato delle sculture, e l’entrata ha una bucatura circolare proprio per suggerire l’ingresso in un’altra dimensione.

 Il portale di Mario Botta - A.A.A. tilt-shift lens needed!

Il portale di Mario Botta – A.A.A. tilt-shift lens needed!

Prima di perdersi tra le meraviglie del parco, c’è una sorta di manifesto del giardino, una scritta di benvenuto dell’artista franco-statunitense in cui emerge il suo desiderio di non mercificare l’arte:
Coloro che traggono guadagno organizzando questo genere di visite in massa non entreranno mai nel Giardino […]. Noi non continueremo a dissacrare l’arte, ma la mostreremo come deve essere presentata. L’Italia è sempre stata uno dei miei grandi amori, e desidero contribuire con l’esempio, alla conservazione dei suoi innumerevoli tesori artistici e della sua eredità culturale. Il mio Giardino è un posto metafisico e di meditazione. Un posto lontano dalla folla e dall’incalzare del tempo, dove è possibile assaporare le sue tante bellezze e i significati esoterici delle sculture. Un posto che faccia gioire con gli occhi e con il cuore.
(Niki de Saint Phalle, 20 Nov 1997)

Mappa del Giardino dei Tarocchi ©ilgiardinodeitarocchi.it

La prima grande attrazione è la scultura-fontana de “La Papessa”, che purtroppo non era aperta ai visitatori, ma è comunicativa anche solo dall’esterno: dall’antro esce un’acqua che corrisponde alla linfa creativa che fa girare a sua volta la Ruota della Fortuna, realizzata dallo scultore Jean Tinguely, secondo marito di Niki.

La Papessa © Katrin Bauman

Da qui non c’è un percorso segnato: sta alla soggettività di ognuno decidere la strada da prendere e cogliere i dettagli ed i riferimenti artistici.

Dettagli macabri al Giardino dei Tarocchi

Sul pavimento notiamo scritte in più lingue, ideogrammi asiatici, e numeri: per qualche strano motivo nella sequenza manca il quattordici.

Uno dei sentieri possibili – Guida al Giardino dei Tarocchi

Ogni dettaglio suggerisce un mondo parallelo, non solo le fattezze delle opere, ma anche le loro dimensioni ciclopiche: misurano dai 15 ai 20 m.

L’imperatore è quello che offre più percorsi labirintici e scorci creativi, è l’opera più complessa architettonicamente ed è un vero omaggio a Gaudì.

“Come far diventare scemo un fotografo di architettura” – Guida al Giardino dei Tarocchi

Bambini cresciuti al Giardino dei Tarocchi

Bambini cresciuti che esplorano il Giardino

Alcune delle sculture si possono vivere da dentro e perfino abitare. Niki dedica all’Imperatrice la statua più grande e la trasforma nella sua casa-atelier.

L'imperatrice, la casa-atelier di Niki de Saint Phalle - Guida al Giardino dei Tarocchi

L’imperatrice, la casa-atelier di Niki de Saint Phalle – Guida al Giardino dei Tarocchi

“Nel seno sinistro colloca la sua camera, nel seno destro, la cucina, in mezzo, nel ventre, la sala da pranzo e per diversi anni vi conduce un’esistenza spartana e isolata. (…) Il manto in mosaico blu è un omaggio al cielo dipinto da Giotto sul soffitto della Basilica di Assisi.”

La stanza di Niki, all’interno di uno degli arcani dei tarocchi: l’Imperatrice

All’interno le stanze sono realizzate in maniera unica: una cucina definita da una nicchia di specchi, una matrimoniale su una doppia altezza, dalla cui balaustra forata è possibile guardare sotto al letto, un bagno la cui doccia rossa e blu è a forma di serpente.

La stanza di Niki de Saint Phalle da una prospettiva insolita

Vicino all’imponente Imperatrice c’è una piccola e coloratissima cappella per pregare.
“Niki de Saint Phalle era atea, cosa che non le impedì di trascorrere la vita a parlare con Dio. Un Dio che la ricompensò con il dono della creazione, una possibilità senza pari d’immaginazione, l’invenzione di mondi. L’hanno chiamata fabbricatrice di sogni.” (L.Testoni)

Quali sono stati i suoi modelli?

Parc Guell, dove l’artista ha avuto la folgorazione per il suo progetto ciclopico, e il Parco dei Mostri di Bomarzo, evidente in tutti i riferimenti macabri: nel tarocco della Morte, in quello del Diavolo, e nella Torre di Babele.
C’è inoltre un riferimento a Mondrian nel pattern bianco, rosso giallo e blu della scultura de “Gli innamorati”, e un citazione del Gotico senese bianco e nero nella statua femminile de “La Giustizia”. Questi naturalmente sono solo alcuni esempi: ogni angolo è intriso di tutta la sua cultura artistica.

Gli innamorati – Guida al Giardino dei Tarocchi

Cos’altro ha realizzato Niki de Saint Phalle prima del Giardino?

Sono rimasta folgorata da quest’artista quando ho visitato Parigi nel 2010: Niki è infatti l’autrice della Fontana Stravinsky vicino al Centre Pompidou; ma non solo. È famosa anche per le sue Nanas giganti, donne ciclopiche ma leggere, colorate e spesso danzanti. Questi simboli di sacralità ed erotismo femminile si trovano in diverse località: ce n’è ad esempio una nello stesso borgo di Capalbio, poi al Moderna Museet di Stoccolma e al centro di Hannover.

Niki de Saint Phalle ©Norman Parkinson/Corbis


A me dà più soddisfazione fare qualcosa di bello per gli altri e per me, che avere, avere, avere…sempre di più, di più, di più…

(Niki de Saint Phalle)


Guida al Giardino dei Tarocchi: informazioni pratiche

Dettagli cromatici del labirinto - Guida al Giardino dei Tarocchi

Dettagli cromatici del labirinto

Come arrivare al Giardino dei Tarocchi da Roma?

In automobile o in automobile. Partendo dal centro, la distanza Roma-Capalbio è di circa 130 km; bisogna prendere la via Aurelia (A12/S1) in direzione Civitavecchia/Grosseto ed uscire a Pesca Fiorentina. Da lì si gira a sinistra e si prende la seconda strada, sempre a sinistra. Utilizzando Google Maps, bisogna digitare “IL Giardino dei Tarocchi” con l’articolo, altrimenti si rischia di raggiungere un’altra località, a circa 50 km di distanza.  A scanso di equivoci, ecco le coordinate giuste: 42°25’33.4″N 11°28’00.3″E.
La stazione più vicina è quella di Capalbio a 10 km di distanza dal giardino, che purtroppo non è un nodo di scambio per i mezzi pubblici.

Il Labirinto e la Torre- Guida al Giardino dei Tarocchi

Cosa sapere per organizzare la visita? Costi, orari e gratuità.

  • Il parco di Niki de Saint Phalle non è sempre visitabile, in quanto deve rimanere spesso chiuso per consentire la manutenzione da parte dell’equipe specializzata della fondazione. È aperto in maniera continuativa solo dal 1 aprile al 15 ottobre, e sempre chiuso dal 22 dicembre al 07 gennaio.
  • Il primo sabato di gennaio, febbraio, marzo, novembre, dicembre, l’ingresso è gratuito dalle 9.00 alle 13.00. Per le varie fasce di prezzo, riduzioni ed orari specifici, vi rimando al sito ufficiale: ilgiardinodeitarocchi.it
  • Il parco è adatto a tutti: adulti, bambini e cani al guinzaglio, che rendono la passeggiata ancora più piacevole. Per i visitatori in carrozzella purtroppo non sono ancora attrezzati.

    Guida al Giardino dei Tarocchi, il parco delle meraviglie

    Guida al Giardino dei Tarocchi, il parco delle meraviglie

  • Il tempo di visita medio è di un’ora e mezzo: un’ora per percorrere due ettari di meraviglie fermandosi di tanto in tanto, due ore per assaporarlo e fotografarlo.

Per capire passo passo le opere che si stanno vedendo, conviene scaricarsi sullo smartphone la app che riconosce i codici QR e consultare la mappa interattiva posta all’ingresso del Giardino: per volontà dell’artista non è previsto un percorso predefinito, in modo da lasciare libera scelta al fruitore dell’opera.

La Forza - Guida al Giardino dei Tarocchi

La Forza – Guida al Giardino dei Tarocchi ©Katrin Bauman


AGGIORNAMENTO. Le sculture in provincia di Capalbio non finiscono qui! Proprio negli ultimi tempi (luglio 2018) è spuntata una nuova opera, firmata Andrea Gandini, un giovane scultore del legno che ha iniziato a ridare vita ai tronchi tagliati scolpendoli, ed ora, piano piano, sta ottenendo committenze sempre più importanti, come è giusto che sia.
L’autore stesso la racconta così: “La colonna di Diaccialone è un piccolo monumento all’attività di allevamento sostenibile che si svolge nei terreni che circondano la scultura. In questo caso si tratta di bufale, vacche maremmane e cavalli, che pascolano liberi tra i boschi.” Qui l’opera appena terminata.


La guida al Giardino dei Tarocchi non può essere completa senza parlare di Capalbio!

Dove alloggiare per visitare il parco di Niki?

All’agriturismo Colleverde. Sono aperti da aprile fino a metà novembre, anche in correlazione con il Giardino dei Tarocchi, che nei mesi invernali è tendenzialmente chiuso in quanto soggetto ad una delicata manutenzione.

Dall’agriturismo Colleverde a Capalbio, provincia di Grosseto © www.colleverdecapalbio.it

La mattina c’è una colazione casareccia inclusa, preparata con prodotti biologici e a km zero. Ricotta, marmellate della casa, melograni del giardino, salumi toscani, e ciambelline fritte preparate in famiglia da generazioni. Questo posto bucolico, ci è sembrata un’ottima scelta, non solo per l’accoglienza magnifica e per la compagnia del silenziosissimo cane Giotto, ma anche per l’estrema vicinanza con il Giardino di Niki de Saint Phalle: è a soli dieci minuti di guida.

La colazione all'agriturismo Colleverde di Capalbio

La colazione all’agriturismo Colleverde di Capalbio

Cosa vedere a Capalbio?

Si tratta di un borgo storico risalente all’anno 900 e sono stata davvero contenta di vedere il modo in cui è valorizzato e aperto al turismo, cosa non sempre scontata nei piccoli centri italiani: c’erano pannelli esplicativi in più lingue, pulizia e organizzazione.

Capalbio e la sua architettura medioevale

Capalbio e la sua architettura medioevale

Le radici medioevali del paese si vivono ancora oggi camminando tra i vicoli arroccati e lungo la cinta di mura, entrando nella sua rocca e salendo sulla sua Torre Aldobrandesca.
Capalbio ormai però si identifica con il Giardino dei Tarocchi: dal 2002 attira visitatori da tutto il mondo, e nella piazza principale c’è anche una ballerina scolpita dall’artista Niki de Saint Phalle, una delle sua nanas.

Benvenuti nella bottega artistica di Dodo! - Capalbio (GR)

Benvenuti nella bottega artistica di Dedò! – Capalbio (GR)

Gli stimoli artistici di questo angolo toscano non finiscono qui: troverete altre coloratissime opere visitando la bottega/negozio dell’artista Dedò, un simpatico signore del ’51 che prima di fare il pittore ha studiato anche architettura per qualche anno.

Capalbio, atelier di Dedò: pittore e poeta!

Capalbio, atelier di Dedò: pittore e poeta!

Altre cose da vedere e fare a Capalbio – che però abbiamo saltato – sono il suo mare, (pluripremiato per pulizia e valorizzazione della costa), e l’oasi del lago di Burano.


Dove (e cosa) mangiare a Capalbio?

Un’attrazione immateriale di Capalbio è l’odore: profumo di funghi porcini in ogni dove, che fuoriesce dalle trattorie tipiche. Un piatto in particolare ci ha lasciato soddisfattissimi: i tortelli di patate con porcini da “Al Pozzo”. Le altre portate non sono state indimenticabili, mentre questa ancora ce la sogniamo la notte.


A parte il pane sciapo, devo ancora trovare una cosa che non mi piace della Toscana: ne adoro l’accento, l’arte e la natura!
Valeria