Quartiere Coppedè a Roma: curiosità e guida turistica

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Quartiere Coppedè

L’inconfondibile arco d’ingresso con il suo lampadario in ferro battuto. La prima volta che vidi questo maestoso accesso ero molto piccola, e ricordo che rimasi stregata dalla sua aura di magia e mistero.

QUARTIERE COPPEDÈ A ROMA: GUIDA

La città eterna non ha solo le vestigia degli imperatori e dei papi, ma anche straordinari quartieri post-unitari: uno dei più affascinanti è senza dubbio Coppedé.

Ad inizio ‘900 Roma era in forte espansione: da capitale del papato era divenuta capitale d’Italia nel 1871 e stava cercando di allinearsi allo sviluppo urbanistico delle grandi capitali europee. È in questo contesto che si colloca l’opera visionaria dell’architetto Gino Coppedé, da cui il suo splendido quartiere prende il nome.

Dove si trova il Quartiere Coppedè e quali sono i limiti dell’area?

Non è un quartiere nel senso amministrativo del termine, bensì un complesso architettonico inglobato nel quartiere Trieste di Roma. L’ingresso è l’inconfondibile arco su via Tagliamento ad altezza via Clitunno, che conduce direttamente al fulcro dell’area: Piazza Mincio, con la sua Fontana delle Rane.

Si sarebbe dovuto estendere fino all’incrocio tra Corso Trieste e Via Clitunno, ma, data la morte del progettista nel 1927, non tutti le architetture portano la sua firma; le opere di Gino, sono per la maggior parte collocate all’ingresso, seguite dal villino del Liceo Avogadro su via Brenta, per poi finire con le delegazioni di Russia e Nuova Zelanda, che delimitano la fine dell’area.

I restanti edifici sono stati realizzati dal genero Paolo Emilio Andrè, e si riconoscono in quanto sono molto sobri e – nonostante siano costruzioni di qualità – non posso aspirare ad essere opere immortali come quelli del geniale Coppedè.

“Quarantatrè edifici, dieci strade, una piazza e una fontana: un po’ piccolo per essere chiamato quartiere, ma enorme nel suo potenziale fantastico, pulsante di infiniti e suggestivi dettagli.”

Quartiere Coppedè

Quartiere Coppedè, dettagli: travertino annerito dallo smog.

Stile Coppedè o stile liberty?

Nonostante Coppedè operi in piena fase liberty, non si limita a seguire il linguaggio dell’epoca: realizza architetture eclettiche ricche di elementi apotropaici (leggi: che allontanano, spaventano), sulla falsariga delle statue dei gargoyles di Notre Dame de Paris. Da maschere e leoni urlanti, fino al ragno raffigurato sull’omonimo palazzo.

Il quartiere riprende inoltre la tradizione architettonica dell’antica Roma, che emerge nella struttura ad arco all’ingresso, nell’uso di materiali come tufo e travertino e nell’impianto urbanistico, che però è rivisitato in chiave moderna: la diagonale Via Dora spezza lo schema romano.

Quartiere Coppedè

Quartiere Coppedè, mascherone classico

Coppedè riesce a far convivere diversi stili architettonici in maniera armoniosa: dai tetri elementi neogotici sopra descritti, allo stile medioevale delle torrette, delle bifore e trifore; dalle pitture in facciata tipiche del barocco, a colonne ed elementi scultorei tipici dello stile classico.

Attinge perfino dalla tradizione babilonese, in particolare sulla facciata del Palazzo del Ragno, su cui compare un mascherone ispirato a quel mondo figurativo.
La cura dei dettagli è incredibile, e nulla è lì per caso: la simbologia degli elementi è legata alla storia delle città d’arte italiane e alla mitologia classica, ed è quasi sempre leggibile in chiave esoterico-massonica.

I simboli e i dettagli del quartiere sono spiegati magistralmente in questo splendido libro che trovate su Amazon: Coppedè a Roma. Il quartiere, gli edifici, i simboli.

Quartiere Coppedè a Roma_Guida Turistica

Chi vive negli edifici di Coppedè? A chi era destinato?

Questa zona nasce per ospitare delle ambasciate e per l’alta borghesia: persino lo stesso Gino Coppedè abitava qui! All’originaria destinazione d’uso, sono stati affiancati studi professionali ed un liceo scientifico.

Se vi state chiedendo chi abita nel Villino delle Fate, posso dirvi che è in parte occupato da uno studio cinematografico, in parte da privati di cui non è dato sapere nulla.
Ci troviamo fuori dalle mura aureliane, ma questo non frena il mercato immobiliare: una casa al Quartiere Coppedè può venire fino a 20.000 euro/mq, come un attico a Piazza di Spagna.

Il quartiere Coppedè è aperto a tutti, ma l’interno degli edifici non è visitabile, a meno che non vogliate chiedere un visto all’ambasciata della Nuova Zelanda o visitare un appartamento con sopra la scritta “Vendesi”!

Coppedè nel cinema: curiosità

“Se non sbaglio l’ho già visto in qualche film…”

In questo quartiere sono stati girati numerosi film, principalmente a tema horror/noir, tra cui “Inferno” e “L’uccello dalle piume di cristallo” di Dario Argento e “Il presagio (The Omen)” per le scene iniziali.

Prima ancora di essere un set cinematografico, è stato a sua volta ispirato dalla scenografia di un film: l’accesso del cosiddetto “Villino Cabiria” si rifa infatti all’omonimo film muto del 1914, la cui sceneggiatura è stata scritta da D’Annunzio.

Il Quartiere è stato immortalato anche da film di tutt’altro genere, come “Il cielo in una stanza” di Carlo Vanzina, e “I soliti ignoti” con Vittorio Gassman.

Coppedè_ Piazza Mincio

Piazza Mincio, Quartiere Coppedè: Villino Cabiria e Fontana delle Rane in primo piano

Le suggestioni cinematografiche continuano anche al calar del sole: lo strepitoso “Villino della Fate” viene infatti valorizzato con la magistrale illuminazione di Vittorio Storaro, Oscar per la fotografia per tre film, tra cui Apocalypse Now.

Un’altra curiosità legata al mondo dello spettacolo, è quella sulla Fontana delle Rane di Piazza Mincio: nel 1965 i Beatles ci fecero il bagno dopo un loro concerto al Piper, un famoso locale romano che si trova proprio da queste parti. Oggi per fortuna chi tenta di emulare un gesto simile viene multato, ma è bello ricordare che anche i mitici Beatles siano passati di qui!

Come arrivare al Quartiere Coppedè

  • La fermata dell’autobus più vicina è quella del 63-83-92 a via Tagliamento altezza via Clitunno
  • Potete prendere i tram 2-3-19 scendendo all’altezza di Piazza Buenos Aires.
  • La metro più vicina è Policlinico a 15 minuti a piedi, altrimenti c’è la stazione S.Agnese/Annibaliano a 17.
  • Il parcheggio è un terno al lotto.

Quindi – se il vostro punto di partenza è vicino ad una metro – vi consiglio di prenderla e di incamminarvi subito dal lato delle fermate del bus/tram, in modo da non lasciarveli sfuggire. Vi sconsiglio di attendere i mezzi alla fermata: l’attesa potrebbe durare più del percorso a piedi.

La prima stesura di questo post risale a prima che diventassi guida turistica di Roma: ora potrei parlarne per ore!

Valeria


Su questo genere c’è anche il Giardino dei Tarocchi di Capalbio, al confine tra Lazio e Toscana.

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