Visitare Istanbul con un amico turco – Ultimo aggiornamento: 29/03/2018


Indice interattivo

Premessa
L’unicità della sua posizione
L’atmosfera da “Le mille e una notte”
Il Bosforo e l’autenticità della sponda asiatica
Sapori mediterranei tra Oriente e Occidente – posti suggeriti da chi ci vive
Gli strepitosi locali, notturni e diurni
L’ospitalità genuina
Le opere Bizantine
Gli scempi degli Ottomani
Il traffico da Guinness

Premessa

Abbiamo visitato Istanbul in un periodo molto delicato: quando la rivolta di Gezi Park era in un’apparente fase di stallo, ed i fedeli stavano praticando il ramadan nella bollente estate turca. È stata una settimana speciale anche grazie ad una guida locale d’eccezione: uno dei miei amici turchi conosciuto in Germania. Ora vi racconto cos’ha questa indescrivibile metropoli di particolare, nel bene e nel male.

L’unicità della sua posizione

È una città dell’Europa, ma anche una città dell’Asia, in alcuni quartieri vi sentirete in Medio Oriente, in altri in Occidente, in certe aree le donne vi guarderanno attraverso le fessure del loro burqa  (in distretti come Fathi), in altri vedrete le ragazze turche passeggiare in shorts (a Beyoğlu) e così via.

L’atmosfera da “Le mille e una notte” di Istanbul

Saranno tutti i vostri cinque sensi a catapultarvi in questa atmosfera. Il profumo delle spezie e della shisha, i sapori mediterranei e orientali nello stesso tempo, le musiche e le litanie d’Oriente, le pregiate stoffe e “le carezze” del bagno turco, il luminoso oro e la maestosità architettonica delle sue moschee.

Sultan Ahmet Camii, la cosiddetta “Moschea Blu” – 1600 ca.


Interno della Moschea Blu: sono le piastrelle di ceramica turchesi a darle il nome.

Interno della Moschea Blu ad Istanbul: sono le piastrelle di ceramica turchesi a darle il nome.


Il Bosforo e l’autenticità della sponda asiatica

La traversata sul Bosforo per raggiungere questa sponda poco turistica, forse è ancora più bella della destinazione stessa. Da Eminönü abbiamo preso l’economicissimo traghetto che prendono quotidianamente gli abitanti di Istanbul (non fatevi vendere crociere sul Bosforo per turisti!) e abbiamo passeggiato nell’area di Kadikoy frequentata soprattutto da gente locale. Le attrazioni turistiche sono tutte sulla sponda europea, quindi non poteva essere altrimenti!
Sempre in questa zona, siamo tornati una seconda volta per farci coccolare (o castigare?) in un vero hamam, ed anche qui l’autenticità della parte asiatica non si è smentita.

Il Bosforo visto dalla parte Asiatica - Istanbul con un amico del posto

Il Bosforo visto dalla parte Asiatica – Istanbul con un amico del posto


Sapori mediterranei tra Oriente e Occidente: dove mangiare ad Istanbul secondo il mio amico del posto 

Il cibo turco credo sia il migliore che abbia mai provato dopo quello Italiano, e mi ha colpita non soltanto per il sapore, ma anche e soprattutto per la sua varietà. Gli ingredienti sono semplici (riso, carne, pesce, vegetali e frutta), ma le combinazioni sono tra le più elaborate e fantasiose. Il piatto forte è il kebab, anche se il migliore (il kebab al coccio), non lo abbiamo sperimentato nella turistica Istanbul, bensì in Cappadocia, nel cuore della Turchia.
Nella centralissima zona di Sultanahmet, oltre alle consuete trappole per turisti, qualche ristorante tipico esiste: il Köftecisi Selim Usta, ad esempio. È frequentato da molta gente del posto, e qui – come dice il nome stesso – la specialità sono le köfte, polpette speziate che possono essere sia a base di carne che di legumi, e sono spesso servite con fagioli bianchi, peperoncini sott’aceto e insalata.

La pida del Lahmacun di Kadikoy - Istanbul con un amico del posto

La pida del Lahmacun di Kadikoy, parte asiatica di Istanbul -©istanbulfood.com


Sicuramente nella parte asiatica il cibo è migliore e costa meno: proprio in quell’area, il nostro amico di Istanbul ci ha portati a mangiare la pida, una sorta di pizza alla turca; l’abbiamo sperimentata al Lahmacun di Kadikoy, posto dove secondo lui fanno “la miglior pida della città”. Come dargli torto?
Ma Istanbul è anche e soprattutto street food. Da queste parti sono tipici i panini con il pesce (balık ekmek) da provare al mercato del pesce di Karaköy, piuttosto che nella zona turistica di Eminönü. Rimanendo sempre in tema cibo di strada, qui troverete delle ottime spremute di arancia e di melograno praticamente ovunque, ma sono tanto buone quanto poco igieniche: non escludo di aver preso la salmonella al mio ritorno a Roma proprio a causa di queste.
Istanbul, frutta tagliata e esposta all'aperto con 35° di temperatura.

Istanbul, frutta tagliata e esposta all’aperto con 35° di temperatura.


Gli strepitosi locali, notturni e diurni

Ad Istanbul non ci si annoia mai e ce n’è per tutti i gusti. La vita notturna più attiva ed i locali più suggestivi, li abbiamo sperimentati nell’area di Taksim-Beyoğlu, ma il posto che ho preferito era nei pressi dell’area turistica e conservatrice di Sultanahmet. Sto parlando dello Yeni Marmara, un posto con un arredamento molto caratteristico in cui si fuma shisha (cosa non così tipica come noi pensiamo), e si gode di una bellissima vista sul Mar di Marmara.

Interni dello Yeni Marmara - Istanbul con un amico del posto

Interni dello Yeni Marmara – Istanbul con un amico del posto


L’ospitalità genuina

Come già ho scritto parlando di Dubai, l’ospite in Medio Oriente è sacro, e sarete accolti benissimo, uomini o donne che siate. Ne abbiamo avuto la prova concreta al Gran Bazar, quando un venditore, in seguito ad un acquisto di una decina di euro, ha voluto a tutti i costi offrirci del chai (tè turco) e scambiare quattro chiacchiere con noi.
Per non parlare di quando uscivamo con il nostro amico turco!

Nonostante stesse osservando il digiuno per il ramadan, ci ha accompagnati nella parte asiatica per farci provare quelli che secondo lui erano il miglior “wafel” e la migliore “pida” di Istanbul.

Mi hanno davvero commossa.


Le opere bizantine di Costantinopoli a.k.a. Istanbul

Le opere che ho apprezzato di più, sono quelle romano-bizantine, quelle realizzate prima che Istanbul prendesse questo nome e fosse conquistata dagli Ottomani, per intenderci.
Quella che un tempo doveva essere la cisterna del palazzo reale di Giustianiano, è senza dubbio la cosa più bella che abbiamo visto ad Istanbul. Questo stupendo mondo sotterraneo è stato scoperto nella metà del 1500, e gli Ottomani -con il rispetto che li ha contraddistinti- l’hanno usata come discarica. È stata costruita con plinti, colonne e capitelli  recuperati da edifici in rovina, e restaurata almeno tre volte dopo lo sfregio subìto.
La più maestosa in passato doveva essere  la chiesa di Santa Sofia, sempre dello stesso periodo storico. Le nervature poggiano su imponenti piloni inglobati nelle mura interne, dando l’impressione che la volta si regga senza nessun sostegno. Ciò che colpisce è anche la sapiente illuminazione ed i dettagli architettonici: i capitelli sono lavorati così finemente da sembrare ricamati.

La meravigliosa “Cisterna Basilica”-Yerebatan Sarnici. La foto purtroppo non rende.


Gli scempi degli Ottomani ad Istanbul

Entrando nella Basilica di Santa Sofia si prova un mix di emozioni contrastanti: dalla commozione per la sua grandiosità alla rabbia per come è stata ridotta.
L’aggiunta di quattro minareti, l’intonacatura dei mosaici -faticosamente riportati alla luce- e l’aggiunta di medaglioni fuori luogo, sono solo gli aspetti più evidenti di questo scempio.

Aya Sofia, chiesa bizantina trasformata in moschea, oggi museo di se stessa.


“Lo stupro della chiesa di Aya Sofia” o, vedendola in positivo, “la convivenza di due diverse religioni in un unico edificio”.


La stessa sorte è toccata alla cinquecentesca chiesa dei S.S. Sergio e Bacco, conosciuta oggi come Küçük Aya Sofya Camii (piccola moschea di Santa Sofia). Anche questa ex-chiesa era decorata con mosaici bizantini dorati, che il sultanato nel 1500 ha pensato bene di INTONACARE, e di trasformare questo gioiellino in una moschea come tante. I Turchi per fortuna stanno iniziando a valorizzare questa eredità, ma sembra che la storica Costantinopoli sia ancora messa in ombra dalle sfarzose opere dei sultani.

Il traffico da Guinness

Fare un incidente ad Istanbul credo sia di una facilità disarmante, dato che guidano peggio di Roma e Napoli e che stiamo parlando della città più trafficata del mondo.
Se poi aggiungiamo il fatto che gli automobilisti si facciano distrarre molto facilmente dal gentil sesso, la situazione si complica.
Un giorno abbiamo preso un taxi per una breve tratta, ed il tassista stava facendo un incidente per guardare un’anonima ragazza in mini gonna, sbracciando al volante per indicare al mio ragazzo la passante che aveva catturato la sua attenzione.

Ovviamente questi aspetti, che piacciano o no, fanno parte dell’identità del posto. Le realtà diverse che si sono succedute e che in parte ancora convivono, rendono Istanbul ciò che è oggi: un mosaico di culture ed una città unica nel suo genere, che merita di esser vista almeno una volta nella vita.

Valeria