Milano, Expo 2015 | Architetture da non perdere e guida alla visita

INTRODUZIONE ALL’ESPOSIZIONE UNIVERSALE

Per chi è interessato all’architettura, e inoltre ama viaggiare e scoprire diverse culture del mondo, l’esposizione universale non può che essere il Paese dei balocchi.
Ma andandoci nei giorni più affollati, potrebbe tranquillamente tramutarsi in un girone infernale, ed il Decumano potrebbe diventare una via Crucis.

Io per fortuna sono riuscita ad andarci di lunedì, (anche se alcuni padiglioni rimanevano comunque off limit), e nel mese di agosto, in cui l’affluenza non era ancora folle come ora che la fiera è agli sgoccioli.

Decumano_Expo_2015_Milano

Decumano, Expo 2015

Sognavo di visitare un’esposizione universale sin dal primo anno di architettura: all’esame di storia dell’architettura contemporanea ho scoperto la prima esposizione universale – tenutasi a Londra nel 1851 – e tutte le più importanti Expo a seguire.

Quest’anno finalmente sono riuscita a vederne una, ed anche il tema mi ha stuzzicato parecchio: “Nutrire il pianeta: energia per la vita”. Non mi interessava tanto la questione delle “cucine dal mondo” quanto quello della gestione delle risorse in esaurimento, che dovrebbe appunto essere la visione piú profonda e traversale della fiera.

Padiglione della Russia, Expo 2015

I riflessi dello splendido Padiglione russo

I padiglioni, oltre a rispecchiare il tema proposto ed il paese che incarnano, dovrebbero rispettare altri dettami fondamentali, come l’utilizzo di materiali riciclabili, facilità di montaggio e smontaggio, e metodologie per l’ottimizzazione dei flussi dei visitatori, punto dolente di tutta la fiera.

In totale ci sono circa 150 padiglioni, disposti su un’area sterminata: è come visitare un quartiere da 110 ettari, ma con uno stampo internazionale e con una densità altissima di attrazioni da vedere.

COSA HO VISTO ALL’EXPO IN UN GIORNO

Oman Pavillion_Expo 2015_Padiglione Russia

Il padiglione dell’Oman riflesso nello scenografico padiglione russo

All’Expo di Milano ho visto circa un padiglione l’ora, girando come una trottola:
(Parte del) Padiglione zero, Bahrain, Israele, Svizzera (le torri), Austria, Germania, USA, Turchia, Federazione Russa, Estonia, Oman. Ogni padiglione ha dimensioni diverse di conseguenza anche tempi di visita diversi.

I PADIGLIONI PIÙ BELLI DELL’EXPO 2015

Expo 2015_Milano_Padiglione Italia

ESTONIA, EXPO DI MILANO

Questo padiglione è un ottimo esempio di architettura sostenibile, ed è costituito da 52 box modulari impilabili in legno lamellare, che presentano diverse varianti, e la più caratterizzante è sicuramente quella del modulo altalena. Le altalene non sono solo una soluzione giocosa: questo dondolio richiama infatti anche uno sport nazionale estone (il kiiking), ma soprattutto produce energia cinetica che viene convertita in energia elettrica grazie ai generatori a cui le altalene sono collegate. Sullo schermo posto davanti a chi si dondola, si possono leggere i watt prodotti: da 5 in su è possibile ricaricare il cellulare!

Ricapitolando: è un padiglione flessibile, a impatto ambientale praticamente nullo, facile da montare e smontare, coerente con il tema “energia per la vita” e con il paese che rappresenta, che, da quanto si apprende anche negli spazi espositivi, è un sostenitore delle politiche green. L’ho adorato.
P.S. Al banco di accoglienza potete ritirare la vostra foto sull’altalena con tanto di dati sull’energia prodotta, ma io questo l’ho scoperto troppo tardi.

Estonia_Expo 2015_Milano

EXPO 2015, Padiglione estone – Questa bimba non si sta solo dondolando: sta producendo anche energia elettrica!

AUSTRIA, EXPO 2015

Questo padiglione è l’unico in cui ci si rilassa e si prende una boccata d’aria fresca, sia in senso metaforico che in senso concreto; è infatti costituito da una foresta alpina, e al suo interno/esterno si cammina tra i delicati spruzzi di aria pura, indicati come la maggiore ricchezza del paese rappresentato.

SVIZZERA (Le torri, il padiglione è un’altra cosa) – EXPO 2015

Un edificio che ha centrato a pieno il tema dell’Expo e che per di più rispecchia molto bene anche il paese che rappresenta: non brilla dal punto di vista artistico e creativo, ma in quanto ad efficienza è il primo della classe.

Svizzera_Expo 2015_Milano

EXPO 2015, torri svizzere – “Ce n’è per tutti?” In Svizzera sì, che hanno fatto centro!

Hanno centrato perfettamente il tema dell’Expo andando dritti al punto: al loro interno, si puó prendere gratuitamente del cibo, ma sta alla nostra coscienza, prenderne quel poco che basta, dando la possibilità agli altri visitatori di poterne usufruire anche gli ultimi giorni della fiera.

Io premierei la Svizzera anche per l’efficienza dimostrata in questo contesto: infatti è stato l’unico paese a dare la possibilità di fare un ulteriore biglietto – gratuito – per il suo spazio espositivo in modo da non far fare più di 10 minuti di fila.
Con una semplicità disarmante, sono riusciti sia a comunicare un messaggio molto forte, sia a smaltire tutti i flussi: se anche gli altri avessero fatto così, il paragrafo successivo non esisterebbe.

ALTRI PADIGLIONI CHE AVREI VOLUTO VISITARE

Padiglione USA_Expo 2015_Milano

USA Pavillion, EXPO 2015

EMIRATI ARABI (UAE), EXPO DI MILANO 2015

Questo padiglione è stato progettato da Foster, uno dei miei architetti preferiti, e le sue curve sinuose riprendono le dune del deserto degli Emirati, per l’appunto. A quanto pare anche chi non è particolarmente interessato all’architettura ne è rimasto incantato, ma solo dopo ore e ore di fila. La prossima Expo si terrà a Dubai e nel padiglione c’è anche un video con delle anticipazioni in merito.

GIAPPONE, EXPO 2015

 Giappone_Expo 2015_Milano

EXPO 2015 – Tempi di attesa per il padiglione Giappone (nei giorni meno affollati)

Chi ha fatto fino a quattro ore di fila per entrarvi dice che ne è valsa la pena; a me sono sembrate folli anche le due ore in piedi previste nel giorno della mia visita, sotto ai 35 gradi umidi dell’agosto milanese, ma forse mi sbagliavo. Quest’ultimo periodo a quanto pare la fila è arrivata fino alle otto ore: un volo Milano-Tokyo a questo punto sarebbe più efficace.

REGNO UNITO, EXPO 2015

In realtà questo padiglione non l’ho visto neanche da fuori, in quanto non lo avevo minimamente preso in considerazione. Qualche settimana fa è stato incoronato “miglior padiglione dell’Expo”, e leggendo questo articolo su una rivista di architettura online, direi che avrebbe meritato una visita.

PADIGLIONI PERMANENTI DELL’EXPO DI MILANO

ITALIA, EXPO 2015

Il padiglione del nostro paese è uno di quelli con le file più proibitive, ma per fortuna, insieme all’albero della vita, è l’unica struttura permanente, quindi perlomeno si avrà la possibilità di visitarlo anche quando l’esposizione chiuderà i battenti.

Palazzo Italia, EXPO 2015 di Milano

Palazzo Italia, EXPO 2015 – Studio Nemesi

Palazzo Italia racconta il nostro paese a partire dagli spazi: si sviluppa infatti attorno ad un vuoto che rappresenta l’idea di piazza, un concetto prettamente nostrano.

Ciò che sicuramente colpisce è l’involucro, ispirato a una “foresta urbana: è realizzato in cemento biodinamico, materiale innovativo che debutta proprio con questo progetto. Questo materiale, a contatto con la luce del sole, cattura alcuni inquinanti presenti nell’aria trasformandoli in sali inerti. È inoltre doppiamente più resistente rispetto ad un calcestruzzo tradizionale, ed ha una particolare lucentezza data dagli scarti di marmo di Carrara.

Palazzo Italia, EXPO 2015

Dettaglio di Palazzo Italia, EXPO 2015

INFORMAZIONI UTILI

COME MUOVERSI ALL’INTERNO DELL’EXPO

  • Conviene farsi un’idea in anticipo delle architetture da non perdere, in modo da scegliere quelle che ritenete prioritarie: le file chilometriche potrebbero farvi saltare la visita.
  • Molto utile la navetta inclusa nel biglietto d’ingresso, che permette di spostarsi velocemente da una parte all’altra del sito e che passa ogni 7 minuti.
  • L’ideale sarebbe mettersi in fila prima che l’Expo apra, e raggiungere subito il padiglione Italia o comunque quelli che hanno sempre file chilometriche come Giappone e UAE, ottenendo una posizione di vantaggio, dato che la maggior parte della gente si ferma subito spontaneamente al Padiglione Zero, che è il primo appena varcato l’ingresso.
  • Da fare quanto prima anche il biglietto (gratuito) per le imperdibili torri svizzere presso il relativo padiglione, in modo da assicurarsi la visita nel primo orario utile, evitando anche file chilometriche.

L’EXPO NON È UNA SAGRA!

Albero della vita_Expo 2015

L’albero della vita in versione diurna, EXPO 2015 (Struttura permanente)

L’unico cibo autentico, era quello italiano, ma ovviamente dentro la fiera costava molto di più. Negli altri padiglioni i sapori erano davvero lontani da quelli dei paesi d’origine. Quindi, a meno che non vogliate provare cibo dei paesi più impensati – seppur lontani dall’originale – secondo me il pranzo al sacco non è poi una cattiva idea, visto che i prezzi sono anche alti.

Consolatevi con la distribuzione gratuita dell’acqua: vi sono delle fontanelle sia di acqua frizzante che di acqua naturale ripartite su tutta la superficie del sito, quindi una bottiglia o una borraccia da riempire potrebbero rivelarsi molto utili.

Nonostante i ritardi, gli scandali e gli auto-sabotaggi, credo che il nostro paese abbia fatto una bella figura. Se avessero curato la sezione inglese del sito internet e avessero contingentato l’accesso, sarebbe andata anche meglio.

Valeria