A.A.A. Post ad alto contenuto di cinismo –  Ultimo aggiornamento 04/07/2018


Avendo vissuto in due diverse città della Germania  – Weimar ad Est e Darmstadt ad Ovest – ne ho approfittato per girare questo paese in lungo e in largo, ma, oltre a bellissime sorprese – illustrate nel mio articolo sulla kraut-life – mi sono imbattuta anche in posti che incarnavano il classico stereotipo negativo tedesco, che potrebbero farvi passare la voglia di scoprire questa terra.
Dopo aver scritto delle mie 10 città teutoniche preferite, in questo articolo parlerò di quelle che invece mi hanno delusa.

La lista delle città tedesche è ovviamente personale: badate alle motivazioni, piuttosto!

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1) DESSAU-ROSSLAU

Dominata dal grigiore dei palazzi dell’epoca della DDR, è stata ribattezzata non a caso De(pre)ssau da alcuni studenti che avevano avuto la malaugurata idea di sceglierla come meta Erasmus. Gli unici turisti che ci sono, sono degli archi-artistoidi come me, che passano di qui per gli edifici del Bauhaus, la più influente scuola di architettura, arte e design del XX secolo, che quando fu trasferita in questo posto infausto, ebbe il suo periodo più creativo.
Edificio del Bauhaus a Dessau: una modernità impressionante per gli anni '30.

Edificio del Bauhaus a Dessau: una modernità impressionante per gli anni ’30 – Germania

La sede-museo del Bauhaus, è interessante perchè concretizza tutte le tendenze dell’architettura moderna: dalla concezione minimalista e funzionale dell’edificio, all’uso di materiali innovativi per la produzione di arredi, come i tubolari d’acciaio per le sedie di M.Bruer. Non è certo roba da sindrome di Stendhal. L’unica nota di colore di Dessau, sia in senso oggettivo che metaforico, è rappresentata dall’architettura sostenibile di Sauerbruch & Hutton, l’agenzia federale dell’ambiente (Umweltbundesamt).

Sauerbruch & Hutton – Das Umweltbundesamt, Dessau


Visitata questa, sono fuggita a gambe levate verso il treno per Weimar (adorabile cittadina in cui ho abitato per 6 mesi).

2) FRANKFURT AM MAIN (Francoforte sul Meno)

Centro economico e finanziario della Germania e dell’ UE, è a soli 15 minuti di treno da Darmstadt, l’altra delle due città tedesche in cui ho vissuto.
Qui di sicuro non si muore di fame, ma è un posto che nutre solo il tuo portafoglio, non la tua anima.
Pur essendo molto più sicura di Roma, è il posto in cui c’è più criminalità in Germania, e qui viene meno una delle cose che adoro di più di questo paese: la possibilità di poter girare la sera da soli senza doversi guardare le spalle.
Essendo una metropoli offre sicuramente molti stimoli, e le fiere sono il suo punto forte: dalla Musikmesse (fiera della musica) alla Buchmesse (fiera del libro). Tuttavia, a parte questi eventi, una storica piazza degna di nota (Römerberg) , ed il lungo Meno – sul quale ogni week-end c’è un mercato delle pulci dove la gente si va a comprare la bici che gli è appena stata rubata – secondo me è un posto grigio e triste, in pieno stereotipo negativo tedesco.
BCE. In basso il cartello:

BCE. In basso il cartello: “Ridateci il futuro!” – Francoforte, Germania

3) MANNHEIM

Un posto in cui la mancanza di turismo non è una qualità: è un segnale! Io ci sono stata in quanto dovevo fare un sopralluogo per un progetto di architettura. È una città industriale, in cui lo skyline è disegnato da ciminiere e da anonimi palazzi di cemento. I giovani di Darmstadt (città popolata prevalentemente da ingegneri, quindi da uomini), venivano in “pellegrinaggio” qui, dove le facoltà sono di stampo prevalentemente umanistico, quindi piene di donne.
Non ho mai fotografato nulla in questo posto se non il mio lotto di studio.

Le ciminiere di Mannheim, una città tedesca industriale – ©Hein M.

4) KARLSRUHE

Anche qui ci sono passata per caso, tra un volo aereo e l’altro. La domenica in Germania, come in molti altri posti nordici, tutto tace. Un americano si ammazzerebbe per questo. Io ci sono passata proprio quel giorno della settimana, quindi mi sarà sembrata sicuramente più triste di quanto non fosse già. Città famosa prevalentemente per la sua ottima università, dove è ammessa solo gente con un CV più che brillante. L’immagine da cartolina di questo posto ritrae il solito Schloss (castello-palazzo), che per un italiano non è assolutamente fonte di interesse, ma credo neanche per un tedesco: anche in Germania hanno molto di meglio (Schloss Sanssouci a Potsdam, per citarne uno). È interessante solo se vista dall’alto: il palazzo barocco sorge al centro di un sistema di vie a raggiera, facendo assumere  al nucleo storico una caratteristica forma a ventaglio.
Marktplatz, Karlsruhe- Germania - ©presse.karlsruhe.de

Marktplatz, Karlsruhe (Germania) – ©presse.karlsruhe.de

Città tedesche sopravvalutate (secondo me)

5) MAINZ (tradotta simpaticamente “Magonza” in Italiano)

Vale lo stesso di cui sopra: ho visitato questo posto in una gita domenicale, dato che era a due passi da casa.
Qui non ho scattato foto: per una che quando gira con la reflex ne scatta circa 200 al giorno, è tutto dire.
Mainz ha subito gravi danni in seguito ai bombardamenti della II guerra mondiale: a parte una chiesa con delle finestre dipinte da Chagall e un duomo con due absidi, secondo me qui da vedere rimane ben poco. Credo che questo posto in Germania, sia prevalentemente noto per aver dato i natali a Gutenberg e per il relativo museo della stampa. Non è che sia un posto così brutto, secondo me è semplicemente sopravvalutato.
Gutenberg e il duomo di Mainz, Germania - ©uni-mainz.de

Gutenberg e il duomo di Mainz, Germania – ©uni-mainz.de

6) FREIBURG IM BREISGAU (Friburgo di Brisgovia), una delle città tedesche più sostenibili

Questa cittadina al confine con Francia e Svizzera è considerata una delle più belle della Germania, e forse proprio per questo ha deluso le mie elevate aspettative. Il suo centro storico è in parte autentico, in parte ricostruito fedelmente: di posti in cui il tempo sembra essersi fermato, in Germania non ce ne sono poi tanti, e questo è sicuramente un grosso punto a suo favore, ma avendone viste almeno altre 20 molto simili, non mi ha emozionata particolarmente.
Sono stata un po’ severa nell’inserirla nella mia Black List, ma ciò che mi aspettavo di speciale qui, era la Foresta Nera a due passi, e la famigerata torta. Friburgo è alle porte della Schwarzwald (Foresta Nera), ma le porte della foresta nera, non sono la foresta nera! Bisogna addentrarsi molto profondamente per vederla.
Inoltre la Schwarzwälderkirschtorte, (leggi: torta alle ciliegie della Foresta Nera) è quanto di più indigesto abbia mai provato in vita mia: neanche il tempo di assaporare un mediocre piacere provvisorio, che ti arriva subito una mattonata in pancia.
Ad ogni modo, non riesco a fare a meno di catturare la bellezza con la mia fotocamera, anche nei posti in cui secondo me non prevale, quindi ecco la mia immagine fiabesca di questa Friburgo

Friburgo: scorcio su Münsterplatz – Germania

Come turista quindi, mi ha un po’ delusa, ma non nego che ci vivrei molto volentieri. Per una sostenitrice del motto “Salviamo il Pianeta“, come me, Friburgo sarebbe il posto ideale: la sostenibilità è la sua bandiera, e vi troverete case che producono più energia di quella che consumano!
Chissà, forse nelle sue soleggiate giornate estive, ricche di attività all’aria aperta, potrebbe farmi ricredere anche dagli altri punti di vista.
Non direi lo stesso delle altre città tedesche descritte, che quantomeno mi hanno fatto acquistare una visione più oggettiva della Germania, un paese esteso dalle molteplici realtà, la cui efficienza spesso riesce a farti chiudere un occhio su località che di attraente hanno ben poco.
 
Valeria

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