PREMESSA SULL’EXPO 2015


Per chi è interessato all’architettura, e inoltre ama viaggiare e scoprire diverse culture del mondo, l’esposizione universale non può che essere il Paese dei balocchi.
Ma andandoci nei giorni più affollati, potrebbe tranquillamente tramutarsi in un girone infernale, ed il Decumano potrebbe diventare una via Crucis.
Io per fortuna sono riuscita ad andarci di lunedì, (anche se alcuni padiglioni rimanevano comunque Off Limits), e nel mese di agosto, in cui l’affluenza non era ancora folle come ora che la fiera è agli sgoccioli.
Sognavo di visitare un’esposizione universale sin dal primo esame del primo anno di architettura in cui sono venuta a conoscenza della prima esposizione universale tenutasi a Londra nel 1851, e di tutte le più importanti Expo a seguire, rimanendo affascinata dal perfetto minimalismo del padiglione tedesco dell’esposizione di Barcellona del 1929, visitabile ancora oggi.
EXPO 19... 2015! Decumano in versione vintage

EXPO 19… 2015! Decumano in versione vintage


Quest’anno finalmente sono riuscita a vederne una, ed anche il tema mi ha stuzzicato parecchio: “Nutrire il pianeta: energia per la vita”. Non mi interessava tanto la questione delle “cucine dal mondo” quanto quello della gestione delle risorse in esaurimento, che dovrebbe appunto essere la visione piú profonda e traversale della fiera.
I padiglioni, oltre a rispecchiare il tema proposto ed il paese che incarnano, dovrebbero rispettare altri dettami fondamentali, come l’utilizzo di materiali riciclabili, facilità di montaggio e smontaggio, e metodologie per l’ottimizzazione dei flussi dei visitatori, punto dolente di tutta la fiera.
In totale ci sono circa 150 padiglioni, disposti su un’area sterminata: è come visitare un quartiere da 110 ettari, ma con uno stampo internazionale e con una densità altissima di attrazioni da vedere.

COSA HO VISTO


Ho visto circa un padiglione l’ora, girando come una trottola:
(Parte del)Padiglione zero, Bahrain, Israele, Svizzera (le torri), Austria, Germania, USA, Turchia, Federazione Russa, Estonia, Oman.

QUALI PADIGLIONI HO PREFERITO


ESTONIA, EXPO 2015

Questo padiglione è un ottimo esempio di architettura sostenibile, ed è costituito da 52 box modulari impilabili in legno lamellare, che presentano diverse varianti, e la più caratterizzante è sicuramente quella del modulo altalena. Le altalene non sono solo una soluzione giocosa: questo dondolio richiama infatti anche uno sport nazionale estone (il kiiking), ma soprattutto produce energia cinetica che viene convertita in energia elettrica grazie ai generatori a cui le altalene sono collegate. Sullo schermo posto davanti a chi si dondola, si possono leggere i watt prodotti: da 5 in su è possibile ricaricare il cellulare!
Ricapitolando: è un padiglione flessibile, a impatto ambientale praticamente nullo, facile da montare e smontare, coerente con il tema “energia per la vita” e con il paese che rappresenta, che, da quanto si apprende anche negli spazi espositivi, è un sostenitore delle politiche green. L’ho adorato.
P.S. Al banco di accoglienza potete ritirare la vostra foto sull’altalena con tanto di dati sull’energia prodotta, ed io questo l’ho scoperto troppo tardi.

Questa bimba non si sta solo dondolando: sta producendo Watt!

EXPO 2015, Padiglione estone – Questa bimba non si sta solo dondolando: sta producendo anche energia elettrica!

AUSTRIA, EXPO 2015

Questo padiglione è l’unico in cui ci si rilassa e si prende una boccata d’aria fresca, sia in senso metaforico che in senso concreto; è infatti costituito da una foresta alpina, e al suo interno/esterno si cammina tra i delicati spruzzi di aria pura, indicati come la maggiore ricchezza del paese rappresentato.

SVIZZERA (Le torri, il padiglione è un’altra cosa!) – EXPO 2015

Un edificio che ha centrato a pieno il tema dell’Expo e che per di più rispecchia molto bene anche il paese che rappresenta: non brilla dal punto di vista artistico e creativo, ma in quanto ad efficienza è il primo della classe.

EXPO 2015, torri svizzere – “Ce n’è per tutti?” In Svizzera sì, che hanno fatto centro!


Hanno centrato perfettamente il tema dell’Expo andando dritti al punto: al loro interno, si puó prendere gratuitamente del cibo, ma sta alla nostra coscienza, prenderne quel poco che basta, dando la possibilità agli altri visitatori di poterne usufruire anche gli ultimi giorni della fiera. (Al momento sono rimasti solo caffè e sale, il resto del cibo è terminato.)
Io premierei la Svizzera anche per l’efficienza dimostrata in questo contesto: infatti è stato l’unico paese a dare la possibilità di fare un ulteriore biglietto – gratuito – per il suo spazio espositivo in modo da non far fare più di 10 minuti di fila.
Con una semplicità disarmante, sono riusciti sia a comunicare un messaggio molto forte, sia a smaltire tutti i flussi: se anche gli altri avessero fatto così, il paragrafo successivo non esisterebbe.

ALTRI PADIGLIONI CHE AVREI VOLUTO VISITARE


ITALIA, EXPO 2015

Il padiglione del nostro paese è uno di quelli con le file più proibitive, ma per fortuna, insieme all’albero della vita, è l’unica struttura permanente, quindi perlomeno si avrà la possibilità di visitarlo anche quando l’esposizione chiuderà i battenti.

Padiglione Italia, EXPO 2015

Padiglione Italia, EXPO 2015


Mi sarebbe comunque piaciuto vedere in che modo l’Italia si fosse presentata in questo contesto, ma posso solo intuirlo volgendo lo sguardo all’intera fiera: nonostante i ritardi, gli scandali, gli auto sabotaggi, sembra che il nostro paese stia facendo una bella figura. Se avessero curato la sezione inglese del sito internet in maniera meno maccheronica, e consentito l’accesso ad un numero di persone proporzionato alla capienza dell’area, sarebbe andata anche meglio.
Dettaglio del Padiglione Italia, EXPO 2015

Dettaglio del Padiglione Italia, EXPO 2015

EMIRATI ARABI (UAE), EXPO 2015

Questo padiglione è stato progettato da Foster, uno dei miei architetti preferiti, e le sue curve sinuose riprendono le dune del deserto  degli Emirati, perlappunto. A quanto pare anche chi non è particolarmente interessato all’architettura ne è rimasto incantato, ma solo dopo ore e ore di fila. La prossima Expo si terrà a Dubai e nel padiglione pare ci sia anche un video ben fatto con delle anticipazioni in merito.

GIAPPONE, EXPO 2015

EXPO 2015 - Tempi di attesa per il padiglione Giappone (nei giorni meno affollati.)

EXPO 2015 – Tempi di attesa per il padiglione Giappone (nei giorni meno affollati.)


Chi ha fatto fino a 4 ore di fila per entrarvi dice che ne è valsa la pena; a me sono sembrate folli anche le 2 ore in piedi previste nel giorno della mia visita, sotto ai 35 gradi umidi dell’agosto milanese, ma forse mi sbagliavo. Quest’ultimo periodo a quanto pare la fila è arrivata fino alle 8 ore: un volo Milano-Tokyo a questo punto sarebbe più efficace.

 

REGNO UNITO (UK), EXPO 2015

In realtà questo padiglione non l’ho visto neanche da fuori, in quanto non lo avevo minimamente preso in considerazione. Qualche settimana fa è stato incoronato “miglior padiglione dell’Expo”, e leggendo questo articolo su una rivista di architettura online, direi che avrebbe meritato una visita.

I PADIGLIONI CHE MI SONO PIACIUTI MENO

STATI UNITI (USA), EXPO 2015

“Flags everywhere because we are cool, yeah!”

Come già si può vedere dalla foto, il padiglione rispecchia gli Stati Uniti solo in termini di orgoglio nazionale cieco. Il messaggio che mi ha comunicato è stato:

  • Padiglione: “Siamo fighi e siamo fieri di essere americani”
  • Io: “E perché?”
  • Padiglione: “Così, a prescindere”
  • Io: “E il tema dell’expo?!”
  • Padiglione: “”Chi se ne frega!”

EXPO 2015, Padiglione USA

Padiglione USA, EXPO 2015


Il giardino verticale in facciata è grande quasi quanto la bandiera, ma perlomeno c’è.

OMAN, EXPO 2015: totalmente fuori luogo.

L’architettura del padiglione dell’Oman l’avrei collocata in un parco divertimenti, non di certo all’interno di un’esposizione universale.
Al suo interno sono illustrate le tradizioni e la cucina omanite: “Ok, interessante, ma l’energia per la vita  e ‘sto pianeta da nutrire?” 
A quanto pare credevano di stare alla fiera per il turismo, che da una parte capisco anche il loro spirito, dato che l’Oman è uno di quegli stati che non conosce quasi nessuno, e che quei pochi che lo hanno sentito nominare non saprebbero nemmeno collocarlo sulla carta geografica. Sicuramente sarà un posto da visitare e scoprire, ma potevano presentarsi diversamente, ecco.
Ho cercato di riappacificarmi con l’Oman comprando dello street food nel relativo cluster , ma non ha funzionato.
Il pranzo era di una tossicità degna di Burger King, ma sono sicura che la delusione non è da ricercare nella cucina omanita, bensì nella clamorosa mancanza di autenticità dei cibi provati lontano dal paese di origine (regola d’oro.)

Il padiglione dell'Oman riflesso nello scenografico padiglione russo

Il padiglione dell’Oman riflesso nello scenografico padiglione russo


MA ALL’EXPO NON CI SI VA PER IL CIBO?


La mia esperienza nel padiglione dell’Oman penso parli da sola: l’unico cibo autentico, era quello italiano, ma ovviamente dentro la fiera costava molto di più.
Quindi, a meno che non vogliate provare cibo dei paesi più impensati, seppur molto lontano dai sapori locali, secondo me il pranzo al sacco non è poi una cattiva idea.
Ok, il cibo omanita e l’indigesto dolce slovacco sperimentati da me, sono solo un campione infinitesimo rispetto a tutto il cibo che troverete all’Expo, ma chi conosce i veri sapori dei paesi di provenienza sembra confermare le mie impressioni; inoltre i prezzi non sono affatto bassi: ricordo a tutti che l’esposizione universale NON è una sagra!
Consolatevi con la distribuzione gratuita dell’acqua: vi sono delle fontanelle sia di acqua frizzante che di acqua naturale ripartite su tutta la superficie del sito, quindi una bottiglia o una borraccia da riempire potrebbero rivelarsi molto utili.
L'albero della vita, EXPO 2015

L’albero della vita in versione diurna, EXPO 2015


INFORMAZIONI UTILI


COME MUOVERSI ALL’INTERNO DELL’EXPO

  • Conviene farsi un’idea in anticipo dei padiglioni da non perdere, in modo da non lasciarseli scappare. Non si può programmare nulla, perché tutto dipende dalle file ed ogni padiglione ha dimensioni diverse di conseguenza anche tempi di visita diversi.
  • Molto utile la navetta inclusa nel biglietto d’ingresso, che permette di spostarsi velocemente da una parte all’altra del sito e che passa ogni 7 minuti.
  • L’ideale sarebbe mettersi in fila prima che l’Expo apra, e raggiungere subito il padiglione Italia o comunque quelli che hanno sempre file chilometriche come Giappone e UAE, ottenendo una posizione di vantaggio, dato che la maggior parte della gente si ferma subito spontaneamente al Padiglione Zero, che è il primo appena varcato l’ingresso.
  • Da fare quanto prima anche il biglietto (gratuito) per le imperdibili torri svizzere presso il relativo padiglione, in modo da assicurarsi la visita nel primo orario utile, evitando anche file chilometriche.

DOVE ALLOGGIARE

  • In realtà a Milano ho sempre avuto la fortuna di essere ospitata, quindi non ho alloggi da suggerire, ma so che in concomitanza con le fiere hanno prezzi ancora più esagerati del solito. A mali estremi si può prendere in considerazione Como, che è collegata con un treno diretto che in circa 50 minuti porta a Rho fiera. Io l’ultima volta ho dormito da un’amica che vive proprio lì: un paesone sul lago è una rilassante pausa dalla frenesia di Milano e della sua Expo!

P.S. per riprendersi dall’Expo ci vorrebbe una spa: questa fiera è una delle cose più stancanti che esistano!
Valeria