Due settimane a Dubai
Nel 2010 per due calde e lunghe settimane di luglio, ho avuto l’opportunità di andare a Dubai ospitata da amici.
Destinazione che avrei scartato se non fossi stata una malata di viaggi e una curiosa incurabile.

Degustazione di caffè arabo nell’atrio del Burj al Arab
Per chi è
Amanti del lusso, della tintarella d’inverno, curiosi. Io appartengo solo a quest’ultima categoria.
Quando andare
Gennaio/febbraio è il periodo migliore, sia per temperature più compatibili per la vita, che per opportunità fotografiche: spesso si forma una nebbiolina da cui emergono i grattacieli che farebbe amare questo luogo anche a me.
Eviterei l’estate, sia per la mancanza di eventi, sia per il clima.
Qualora non aveste scelta, seguite i miei rimedi per il caldo che utilizzo anche a Roma con oltre 35 gradi umidi
A fine luglio l’acqua del mare era troppo calda per fare il bagno: proprio per ovviare a questo problema, a due passi dalla spiaggia c’è sempre una piscina. Se il termometro segna 45°C non dovete lasciarvi impressionare: a Dubai il clima è asciutto!
Ciò che metterà a dura prova il vostro sistema immunitario sarà la differenza di temperatura tra dentro e fuori: un’escursione termica di ca. 25°C, per uno spreco di energia non indifferente.
Una risorsa utilissima per viaggiatori e non solo è la VPN, specialmente negli Emirati Arabi, dove alcuni contenuti web sono censurati. Tutti i dettagli qui, con tanto di mega sconto per Nord VPN!
Perché andare?
Leggete “COSA MI È PIACIUTO” e “COSA NON MI È PIACIUTO” e valutate voi!
COSA MI È PIACIUTO
1) Il Dubai Mall
Sebbene io non ami i centri commerciali, devo ammettere che questo è davvero bello. È il cuore pulsante della New Dubai, sostituisce tristemente strade e piazze in una città in cui non ci sono spazi pedonali*, ed è una vera e propria meta-città, oltre ai negozi ,(1200 rispetto ai 200-300 dei nostri centri commerciali), vi è una pista di pattinaggio su ghiaccio e tutti i tipi di servizi possibili ed immaginabili.
Qui iniziamo con lo sterile elenco da “Guinness of records”: stiamo parlando del centro commerciale più grande del mondo.
* Ci sono solo nella Old Dubai
2) La Dubai Fountain
È la fontana coreografica più grande del mondo. Spara verso il cielo getti d’acqua alti 150 m, accompagnati da musiche che spaziano dal classico al contemporaneo, dall’arabo all’internazionale.
È sorprendente, non solo per il suo stupido primato, ma anche per le sue luci e i suoi proiettori colorati che contribuiscono a creare delle coreografie davvero notevoli. Di seguito un video che vale più di mille parole.
3) Il Burj al Arab a.k.a. “La Vela”
È un hotel a 7 stelle a forma di vela.
Sorge su un’isola artificiale ed è collegato alla terraferma con un ponticello di 280 m. L’architetto Tom Wright ha progettato il vero e proprio simbolo di Dubai: questo grattacielo di 320 m disegna lo skyline della città, in particolar modo dal tramonto fino a notte fonda, quando la sua bianca facciata a membrana assume le colorazioni più varie.
Sulla sommità vi è un campo da tennis (ovviamente il più alto del mondo), che funge anche da eliporto.

La vela di Dubai vista dall’elicottero
4) Il safari nel deserto
Dopo tanti giorni trascorsi in un cementificio, il safari rappresenta una vera e propria ancora di salvezza. Tuttavia apprezzerete solo se non avete mai visto niente del genere, perché un deserto affollato da turisti è una vera contraddizione.

Safari nel deserto degli Emirati Arabi
Geek alert! Il deserto tra Abu Dhabi e Dubai è il deserto di Tatooine, una delle location di Star Wars.
Se volete visitare un deserto davvero emozionante e lontano dalla massa, vi consiglio di leggere questa mia guida: Deserto Bianco, Egitto: tour su un altro pianeta.
5) La Old Dubai
Questa altra opzione per disintossicarsi dall’alienazione urbana è molto più autentica e conveniente.
Andare al Deira Soukk a bordo di un’abras (barca tradizionale in legno) è un must. In questo mercato all’aperto potrete trovare prodotti artigianali, ma soprattutto spezie e oro (molto più luminoso del nostro). Se non siete mai stati ad un bazaar medio-orientale, dovreste a maggior ragione farci un salto.
Old Dubai è l’unico posto fuori dai circuiti del turismo di lusso, qui potrete finalmente sgranchirvi le gambe all’aria aperta e ammirare le tradizionali torri del vento.
Queste sapienti costruzioni bioclimatiche garantiscono soprattutto il raffrescamento naturale, sfruttando anche l’evaporazione delle masse d’acqua sottostanti a cui sono spesso collegate tramite dei condotti.
- Le torri del vento della Old Dubai
- “Chi è il manichino?” Al Dubai Museum “Al Fahidi Fort”
6) La pulizia
Posto davvero inattaccabile da questo punto di vista. Vi è il wc con bidet incorporato persino nei bagni pubblici, e le donne delle pulizie si mettono all’opera non appena una persona esce dalla toilette!
7) L’accoglienza turistica
L’ospite in Medio-Oriente è sacro. Qui non si è trattato di ospitalità genuina, ma di accoglienza turistica, che non è comunque scontata, anche se in noi hanno visto solo una fonte di guadagno e nulla più.
COSA NON MI È PIACIUTO
Se dovessi scegliere una sola parola per descrivere Dubai, quella parola sarebbe “disumana“.
Dubai rappresenta esattamente l’opposto delle cose in cui credo: è il trionfo dell’ostentazione, del cattivo gusto, degli sprechi, e delle costruzioni che non dialogano né con l’uomo né con l’ambiente.
1) I pinguini sofferenti: dall’Antartide al Medio Oriente
Chiudere dei pinguini in un centro commerciale del Medio Oriente è davvero crudele. Ho provato a fare dei video, ma rendevano esattamente quanto le foto: questi poveri animali erano completamente immobili.

Pinguni reali sofferenti allo zoo – Dubai Aquarium & Underwater zoo
Non sapevo ci fossero, altrimenti avrei evitato di entrare. Per vedere i pinguini andate in Patagonia e in Antartide!
Con il senno di poi, non sarei neanche entrata in un acquario, ma nel 2010 non avevo l’empatia per gli animali che ho ora.
2) Non è un posto per pedoni: solo il petrolio può farti muovere
Il noleggio auto e il taxi sono il modo più semplice per muoversi. Ci sono solo strade a scorrimento veloce, guardando queste arterie a sei corsie, l’impressione è quella di esser stati catapultati in un film di fantascienza.
La mia foto seguente è stata pubblicata sulla rivista di Architettura “Ponte” n. 6/2014

Dubai dall’elicottero
3) I grattacieli che soffocano il paesaggio
Scordatevi un bagno a mare in cui potersi perdere nell’orizzonte, qui ci sono costruzioni soffocanti in ogni dove.
4) Il trionfo del kitsch negli interni del Burj al Arab (La Vela)
Noi abbiamo avuto un’opportunità unica: visitare il Burj al Arab grazie ad un amico che lavorava lì.
Solo entrare nell’atrio (ovviamente il più alto del mondo), con una tazza di caffè arabo inclusa, ci sarebbe costato 50€, ma oltre a non aver sprecato questa cifra, abbiamo potuto fare di più: un vero e proprio tour dell’hotel!
Gli spazi sono senza dubbio interessanti, ma neanche se avessi una fortuna da spendere sceglierei un posto del genere per alloggiare: qui l’ostentazione del lusso raggiunge i massimi livelli ed è direttamente proporzionale alla mancanza di gusto.
Con un ascensore ad altissima velocità abbiamo raggiunto le suite e direi che queste immagini parlino da sole.

Una diversa concezione di “stanza matrimoniale”: un letto da tre con sopra uno specchio.
Dubai punta in maniera esasperata a stupire, superando ogni record.
Anche se siete schifati, indignati e quant’altro, questo posto raggiungerà il suo obiettivo: di fronte ad una pista da sci in un centro commerciale, ad un edificio alto 830 m (Burj Khalifa), e, toccando il fondo, ad un porta carta igienica in oro, scatterete una miriade di foto e non potrete che rimanere a bocca aperta.
Spero che questa mini-guida senza peli sulla lingua abbia fatto il proprio dovere.
Valeria

Porta carta igienica in oro – Vela di Dubai, suite














Mamma mia, Dubai non mi attira per niente. Probabilmente la visiterei solo in occasione di uno scalo o per motivi simili ai tuoi. Molto interessante questo post!
Grazie Giulia
anche a me non attira per niente e ci andrei solo per la curiosità se ne avessi l’occasione!
Vedo che siamo sulla stessa lunghezza d’onda!
Sono stata a Dubai quando avevo 7 anni! Mio papà lavorava lì ai tempi e noi siamo state a trovarlo! Ricordo poco…ma ricordo che lì c’erano o i ricchi ricchi o i poveri poveri! Ricordo molto bene la fontana…forse è la cosa che ricordo meglio e ricordo che a Natale ero in piscina con 28 gradi e che per me era la cosa più lontana che esistesse dal Natale! La Vela e il Burj al-Arab non esistevano ancora ? Sono stata anche ad Abu Dhabi in un’altra occasione e ricordo che mi era piaciuta di più…era un po’ più sobria..se di sobrio di può parlare in questi casi ?
Lucia
Probabilmente avrai visto qualcosa di meno esagerato, allora. Non oso immaginare cosa è diventata adesso!
Non ho capito, perché nel Burj al-Arab ti ha disturbata la “diversa” concezione della camera matrimoniale?
Un letto spazioso e uno specchio per ammirarsi mentre ci si ama sono due punti a favore per una coppia felice, non vedo pericoli.
È un letto per tre, per questo è una “diversa concezione di matrimoniale” : D Alla fine sono affari loro, mi sembrava solo una cosa insolita da condividere!
Bellissima Dubai! Io ci sono stata solo di passaggio nell’aeroporto e già quello mi ha impressionato. Lusso ovunque!
Il mio primo impatto è stata positivo, visto che non ero mai stata fuori dall’Europa e mi sembrava di essere piombata in un film. Già dal secondo giorno (secondo di quattordici!) mi sono sentita soffocare in un posto così finto e senz’anima!
Fantastiche le torri del vento. Non ne avevo mai sentito parlare. Se mi capiterà Dubai… segnate!
Io sono stata a Muscat, in Oman e devo dire che la percezione è simile, ma non così esasperata. Al di là delle contraddizioni insite nel fatto di essere un paese mussulmano, mi ha colpito l’esplosione dell’economia. Si aveva proprio la sensazioni di investimenti, cantieri ovunque, crescita,… tutte cose che qui, purtroppo, stiamo completamente dimenticando!
🙂 Si trovano un po’ in tutto il Medio-Oriente, quindi potresti avere più chance di vederle!In quei posti investono fino all’esasperazione su eco-mostri e cose estreme, ma potrebbero anche valorizzare elementi tradizionali per un altro target di gente!